Prendendo spunto da un post di qualche giorno fa della Maldi ho pensato di raccontare il mio addio al celibato, trasgredendo alla consegna del silenzio assoluto sull'argomento, che solitamente lo sposo fa giurare ai partecipanti.
So che già che chi legge riderà e abbozzerà un sorriso della serie "sì, vabbè, dicono tutti così!", ma DAVVERO avevo cercato con ogni mezzo di evitare che questo evento venisse organizzato. Ma non c'è stato modo di sfuggire al mio testimone n. 1, che forse perchè parente, o forse spinto dal fatto che ero il primo del gruppo a convolare a giuste nozze, ha pensato bene di fare le cose in grande.
Il luogo prescelto è stato uno strip-club, lap-dance, table dance e molto altro ancora, della riviera romagnola, famoso a livello nazionale per la qualità dei suoi spettacoli e delle sue artiste. Non sto qui a dire il nome, ma per rendere l'idea, vi basti sapere che pare sia di proprietà di Schicchi, quello che ha "scoperto" (è proprio il caso di dirlo) tutte le più celebri pornostar nostrane.
La serata dell'allegra brigata è stata preceduta da una cenetta nel ristorante dello stesso locale, dove in luogo di incantevoli sexy-cameriere che facessero pregustare le delizie che avrebbero accompagnato la successiva permanenza, si trovavano camerieri dall'accento sardo e altre decine di maschietti, tutti allegri e compagnoni. Più che il pre-addio al celibato sembrava l'anticamera della visita di leva.
Tutto si è svolto per il meglio, salvo i leggeri tuffi al cuore che il sottoscritto provava ogni volta che qualcuno dello staff del locale arrivava a chiedere al tavolo: "chi è lo sposo? Come si chiama?", la qual cosa non lasciava presagire nulla di buono.
Poi, a un certo punto, l'entrata nello strip-club, lap-dance ecc. ecc. vero e proprio.
Ora, spero che non si scandalizzano le gentili lettrici di questo blog, ma l'immagine che si è presentata ai nostri occhi è stata questa: 30-40 ragazze bionde, brune, rosse, tutte su tacchi vertiginosi e con brillantini o lucidi o robe simili sul corpo, non nude, ma peggio che se lo fossero state (perchè la lingerie che indossavano era molto, molto più maliziosa di qualunque nudità). A rotazione alcune facevao lo strip, lap, quel che è e altre giravano per il locale facendo conversazione con i clienti.
Dopo lo spaesamento iniziale, i miei compagni di avventura, tutti bravi ragazzi di provincia come me, poco avvezzi a simili gironi danteschi, hanno iniziato ad ambientarsi e a godersi lo spettacolo. Sì, perchè non paga di offrire ai suoi visitatori quanto ho appena descritto, la direzione del locale prevede alcuni one-woman-show sul palco, in cui vengono "simpaticamente" coinvolti i malcapitati nubendi.
Visto il primo, ho cominciato a sudare freddo.
Poi a pensare di scappare.
Poi a maledirmi, per non esser riuscito a evitare di partecipare alla serata.
Era peggio di quello che negli scenari più foschi della mia mente di persona timida e posata (e imbarazzata quando c'è di mezzo il sesso) mi ero prefigurato.
Tuttavia, quando facendomi forza, e impedendomi di pensare al significato del termine vergogna, ero quasi riuscito ad accettare di salire su quel palco, una volta arrivato il mio turno una luce insperata si è fatta strada in fondo al tunnel, e in maniera rocambolesca e che sarebbe troppo lungo spiegare sono riuscito a schivare il pericolo!
Ciò che invece non sono riuscito ad evitare è stato lo spettacolino privato, offerto dagli amici, e svoltosi in un privè al piano superiore con una delle gentili signorine del locale.
La quale, dopo aver proposto solo a me, con la modica aggiunta del 50% di quanto speso dai miei amici, la versione gold della sua performance (e non posso immaginare una versione avanzata di quello che ha fatto che non sconfini in qualcosa di illecito), ha diligentemente assolto alla versione basic.
il fatto è che la poverina si è quasi offesa, perchè il vosto psicos, mentre quella gli si mostrava come mamma l'ha fatta, strusciando e ammiccando e così via, dapprima si è tramutato in una statua di sale, peggio che la moglie di Lot a Sodoma, e poi è stato preso da risate via via meno controllabili per l'assurdità della situazione in cui si trovava e per quello che stava facendo la dolce donzella, sembrando il tutto un backstage di un film porno-soft alla Zalman King (quello di Orchidea selvaggia, per intenderci).
E così alla fine della serata, in cui ci siamo comunque molto divertiti, non vedevo l'ora di tornare da mia (futura) moglie.
Ma forse è proprio quello per cui l'addio al celibato è stato inventato.